Sentieri Tolkieniani


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La Compagnia dell'Anello

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IL SIGNORE DEGLI ANELLI – LA COMPAGNIA DELL’ANELLO (2001)
The Lord of the Rings – The Fellowship of the Ring
Produzione: New Line Cinema (USA/Nuova Zelanda)
Data di Uscita: 10 dicembre 2001 (Premiere UK)
Data di Uscita Italiana: 18 gennaio 2002
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boynes
Fotografia: Andrew Lesnie
Interpreti: Elijah Wood, Ian McKellen, Viggo Mortensen, John Rhys-Davies, Christopher Lee, Ian Holm, Hugo Weaving, Liv Tyler, Orlando Bloom, Cate Blanchett, Sean Bean, David Wenham, Sean Astin, Billy Boyd, Dominic Monaghan, Craig Parker, Andy Serkis, David Weatherley.
Durata: 2h. 58'

TRAMA: In tempi lontani che pochi rimembrano, nella Terra di Mezzo, vennero forgiati gli Anelli del Potere: tre vennero dati ai Re degli Elfi, sette ai Principi dei Nani e nove agli Uomini mortali. Ma tra le cime del Monte Fato, nella terra di Mordor, l’Oscuro Signore Sauron forgiò l'Unico Anello, trasferendogli gran parte del suo potere, affinché potesse dominare tutti quanti gli altri.

La Terra di Mezzo cadde così nell'oscurità di un'epoca, gli Anni Neri, piena di guerre e di terrore. I nove Uomini portatori degli anelli caddero sotto il dominio dell'Unico Anello, diventando Nazgul, cavalieri neri, esseri né vivi né morti e suoi servitori più terribili. Grandi battaglie vennero combattute, Elfi e Uomini non ancora schiavi lottavano fianco a fianco, e durante uno di questi scontri Isildur si impadronì dell'Anello tagliando a Sauron il dito che lo portava; lo spirito dell'Oscuro Signore fuggì via. Ma l'Anello fu perduto nelle profondità del Grande Fiume, l'Anduin, e lì rimase e non se ne seppe più nulla per molto, molto tempo, finché un essere di razza Hobbit chiamato Sméagol, soprannominato poi Gollum, non lo trovò e ne fece il suo tesoro, portandolo con sé sulle Montagne Nebbiose. Ma un giorno l'Anello stesso decise di andarsene, di abbandonare quei rifugi e Gollum, facendosi trovare dallo Hobbit Bilbo Baggins (Holm) che lo portò a casa sua, nella Contea.

Passarono anni e Bilbo che non invecchiava mai di un giorno da quando aveva trovato l'Anello, sentendosi frustrato decise di abbandonare tutto e tutti proprio il giorno del suo centoundicesimo compleanno, lasciando a Frodo (Wood), suo nipote, l'Anello.Ma quando Gandalf il Grigio (McKellen) scopre che si tratta dell’Unico Anello, capisce che la minaccia è in agguato: l’Oscuro Signore sta tentando di impossessarsene nuovamente e i Nazgul, partiti alla volta della Contea, sono sulle tracce di Frodo costretto così ad allontanarsi ed intraprendere un viaggio, accompagnato dal servitore Sam, da Merry e Pipino, che lo porterà a Gran Burrone.

Qui, durante il consiglio di Elrond, si decide che l'Unico Anello deve essere distrutto, e poiché l'unico modo per farlo e portarlo nel posto dove è stato forgiato, e gettarlo nella bocca del Monte Fato, viene formata la Compagnia dell'Anello, costituita da nove persone: quattro Hobbit, il portatore dell'Anello Frodo, Sam, Marry e Pipino; due Uomini, Boromir e Aragorn; un Nano, Gimli; un Elfo, Legolas e lo Stregone Gandalf. Un viaggio lungo, pieno di insidie ma anche di incontri con molti altri personaggi, tra cui Dama Galadriel regina degli Elfi e Arwen figlia di Elrond che si innamorerà di Aragorn.

Ma alla fine la Compagnia si scioglierà, e i destini dei componenti si divideranno. Almeno per il momento...

CURIOSITA' DAL SET
A quasi cinquant’anni dall’uscita del libro (o meglio dei libri) e dopo sette di stesura della sceneggiatura, il regista neozelandese Peter Jackson, già autore di Sospesi nel Tempo e alcune pellicole minori, propone al mondo il fantasy più famoso di tutti i tempi. Un progetto mostruoso anche per la stessa New Line Cinema che decide di optare per produrre tutti i tre i film sotto un’unica sessione temporale di riprese, dall’ottobre 1999 a poco prima dell’uscita della prima pellicola nel 2001. La sceneggiatura come detto è opera, oltre che Jackson stesso, di Fran Walsh (invisibile moglie del regista) e la bravissima Philippa Boyens. Gli Effetti Visivi sono della WETA, compagnia creata dallo stesso regista per le proprie pellicole, così come prima di lui aveva già fatto un altro corpulento esperto di Saghe: George Lucas.-

Da ricordare il cambio in corsa dell’interprete di Aragorn: Stuart Towsend, ritenuto poco adatto e troppo giovane per il ruolo, viene mandato a casa da Jackson dopo sole due settimane di riprese. Al suo posto, come è noto viene chiamato Viggo Mortensen, che, convinto dal figlio, fanatico del fantasy e conoscitore dell’opera di Tolkien, si precipita il giorno successivo in Nuova Zelanda in tempo per la scena in cui compare per salvare Frodo dai Nazgul a Collevento.

- Elijah Wood ha ottenuto la parte mandando a Jackson una videocassetta con un suo provino nei panni di Frodo e una performance del suo accento britannico, ritenuto fondamentale dalla produzione.

- Christopher Lee, il Dracula più famoso del cinema e esperto villan del grande schermo, è l’unico ad aver conosciuto Tolkien di persona, e per giunta nel suo pub di Oxford. Da quando il libro è uscito, Lee lo rilegge ogni anno, parla correttamente l’elfico, specie nella sua versione nera di Mordor.

- Ian Holm, che interpreta Bilbo Baggins, può vantare un primato particolare di recidività partecipando a questa produzione, vent’anni fa, infatti aveva già interpretato Frodo per la BBC in una trasposizione radiofonica del Signore degli Anelli.- John Rhys-Davies è il nano Gimli, anche se lui nella realtà è alto ben un metro e ottantacinque!!!

- Sean Astin (Samvise Gamgee) è il più vecchio dei quattro Hobbit con i suoi 30 anni ai tempi delle riprese. E’ figlio d’arte, sua madre Patty Duke è stata premio Oscar nel ’63 per Anna dei Miracoli, mentre suo padre adottivo, John Astin è stato il Gomez de La Famiglia Addams. Per Spielberg e Chris Columbus aveva interpretato a 12 anni I Goonies.

- Il personaggio di Arwen è decisamente ampliato per il grande schermo rispetto al romanzo, Jackson per la sua parte ha voluto la bellissima Liv Tyler, (figlia di Steve degli Aerosmith).

- Cate Blanchett è la favolosa ed eterea Galadriel, regina elfo di Lothlorién. La vincitrice del premio Oscar è colei che è stata meno sul set: solo due settimane.

- Hugo Weaving, Re Elrond di Granburrone è un vero e proprio serial trilogy, prima del Signore degli Anelli aveva già preso parte ad un’altra famosa trilogia, quella di Matrix. Molti lo ricorderanno sicuramente: era il cattivissimo agente Smith.

- Primato che da poco tempo a questa parte detiene anche Ian McKellen, il grigio/bianco Gandalf ha da poco completato un’altra trilogia: nella saga degli X-Men è il tenebroso Magneto.

- Orlando Bloom è stato reclutato per il ruolo di Legolas, appena fuori dalla scuola di recitazione. Da quel momento in poi la carriera del prode Orlando ha conosciuto molte altre pellicole in costume, da Le Crociate di Ridley Scott a Troy dove interpreta Paride, fino alla trilogia (anche lui!!!) dei Pirati dei Carabi (è Will Turner, la spalla di Capitan Jack Sparrow/Johnny Depp).

- Alan Lee, a cui si devono le atmosfere visive dei luoghi della Terra di Mezzo è stato difficile da reclutare per la produzione. L’illustratore infatti vive come un eremita, senza telefono, fax o computer. Jackson è comunque riuscito ad arruolarlo grazie a un formidabile segugio che farebbe invidia ai Nazgul: il postino….

- Peter Jackson per tutto il tempo delle riprese ha indossato sempre gli stessi amati shorts sia con il sole che con la neve, poveri orchi…..

La Compagnia dell’Anello è senz’altro una gioia visiva, con i suoi panorami mozzafiato e carrellate vertiginose sui luoghi della Terra di Mezzo. La durata non incide minimamente sull’attenzione dello spettatore. Jackson, pur non essendo a livello di Spielberg o Scott, è riuscito senz’altro a trasformare in pellicola un romanzo fantasy rendendolo simile ai film di avventura e infarcendolo di dialoghi riadattati ad hoc per una facile comprensione per lo spettatore, cosa che successivamente è mancata ai successivi tentativi di imitazione di coloro che hanno provato a sfruttare l’onda di entusiasmo per il fantasy, puntando perciò solo all’aspetto visivo con effetti speciali strabilianti ma mai a supporto della storia. Effetti visivi fondamentali per storie di questo tipo, tutti quanti funzionali, come quelli utilizzati per rappresentare la differenza di altezza tra gli Hobbit e il resto dei personaggi. Tra i trucchi più usati: le differenti distanze degli attori dalla cinepresa in prospettiva forzata, o set identici realizzati di differenti dimensioni. Perfette le riproduzioni della Contea, Isengard, le Miniere di Moria, Gran Burrone, grazie soprattutto all’estro illustrativo di Alan Lee, anche se alcuni compositi, pur non risultando scarsi, risultano all’occhio artificiosi, come nella scena in cui i protagonisti corrono verso il ponte di Khazad-dum e la macchina da presa li inquadra da lontano. Eccellente la colonna sonora, realizzata da Howard Shore, pupillo di David Cronenberg , perfetta nel trasmettere le emozioni (menzione speciale per Concerning Hobbits), trasformandole in note e cori, con l’aggiunta di May it Be cantata da Enya che chiude il film. Fotografia spettacolare e di ampio respiro di Andrew Lesnie.

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