Sentieri Tolkieniani


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La Compagnia dell'Anello

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La Storia

A proposito degli Hobbit: così si apre la più bella fiaba mai narrata, con un excursus sui personaggi preferiti da Tolkien. E sono proprio gli hobbit a farla da padroni nei primi capitoli della Compagnia dell’Anello. Bilbo Baggins festeggia i suoi 111 anni con un party sfarzoso e pazzesco, così tanto fuori dall’ordinario che decide di sparire a metà del party grazie ad un anello magico di cui solo lo stregone Gandalf e suo nipote Frodo sono a conoscenza: dopo questa sparizione decide di partire per andare dagli elfi e lascia tutto in eredità a Frodo. Trascorsero parecchi anni tranquilli nella Contea (è il territorio degli Hobbit ed è divisa in quattro Decumani: sud, est, ovest, nord) finché un giorno Gandalf non torna da Frodo per narrargli alcune scoperte sull’Anello: sarebbe l’anello di Sauron, l’Oscuro Signore, ed egli lo starebbe cercando per riacquisire tutta la sua antica forza. L’Anello ha infatti poteri spaventosi per chi sa usarlo mentre agli altri concede, se indossato, l’invisibilità e dona un’innaturale lunga vita.

Indossarlo però attira i Nazgul,servitori del Nemico, un tempo erano uomini che si fecero corrompere dal potere dei Nove Anelli. Gandalf dà questo compito a Frodo: partire per portare l’Anello a Granburrone da re Elrond Mezzoelfo. Lo stregone nel mentre andrà a chiedere consiglio a Saruman, il capo del suo ordine.

Frodo partirà dunque accompagnato da tre suoi amici: Meriadoc (Merry) Brandibuck, Peregrino (Pipino) Tuc e Samvise Gamgee. Dopo alcune peripezie ed evitando sempre per un soffio i Nazgul arriveranno fino ai margini della Vecchia Foresta e decideranno d’attraversarla. Ma gli alberi sono animati in questo luogo e malvagi e tenteranno di ucciderli ma verrà in loro aiuto un personaggio particolare Tom Bombadil, un essere che pur avendo connotati umani non ha un’entità precisa ma viene definito da Baccador(una ninfa sua sposa) il Messere. Tom Bombadil ha grandi poteri entro i confini della foresta e dei Tumulilande, colline che i nostri eroi tenteranno di attraversare. Qui incontreranno gli Spettri dei Tumuli che vinceranno solo grazie all’aiuto di Tom.

Finalmente giungeranno a Brea, città crocevia verso i regni del sud e verso lo sconfinato est. In questa città prenderanno alloggio ad una locanda: il ”Puledro Impennato”, dove incontreranno Grampasso, un ramingo delle terre selvagge, che si offrirà d’aiutarli poiché conosce Gandalf e sa della loro missione. Poco dopo essere ripartiti però verranno attaccati dai Nazgul, travestiti da Cavalieri Neri, e uno di essi ferirà Frodo con un pugnale avvelenato: chi viene colpito da questo pugnale col tempo diventerà un fantasma simile a loro. Con non poche difficoltà e con i Cavalieri Neri alle calcagna Frodo riuscirà a salvarsi entrando nei territori di Granburrone dove verrà protetto e guarito (non del tutto però) dalla magia di Elrond. Qui si terrà un consiglio al quale presenzieranno rappresentanti di tutte le razze: nani, elfi, hobbit e uomini. Durante il consiglio si scoprirà che Grampasso alias Aragorn è l’erede al trono di Gondor (un regno degli uomini) e che Saruman ha tradito il suo ordine schierandosi con Sauron e tentando di imprigionare Gandalf.

Il consiglio deciderà cosa fare dell’Anello: dovrà essere distrutto e ciò può essere fatto solo dove è stato forgiato, sul Monte Fato, nei territori del nemico. Allora a Granburrone si formerà la Compagnia dell’Anello composta da nove elementi: Frodo, Merry, Pipino, Sam per gli hobbit; Aragorn e Boromir di Gondor per gli uomini; Legolas per gli elfi; Gimli, figlio di Gloin per i nani; e infine Gandalf, lo stregone. Sarà però Frodo il Portatore dell’Anello.

I nove compagni attraverseranno molte difficoltà: impedita loro ogni altra via saranno costretti a passare sotto Moria, reame decaduto dei nani. In questo luogo però l’avidità dei nani ha risvegliato nelle profondità della terra un Balrog, un demone di fuoco e tenebra appartenente al mondo antico; sarà Gandalf a combattere con lui riuscendo a sconfiggerlo però cadrà trascinato dal suo nemico in un baratro. Aragorn prenderà il controllo della Compagnia e la dirigerà a Lorien, reame boscoso degli elfi, dove incontreranno Dama Galadriel regina elfica e portatrice di uno dei Grandi Anelli degli elfi(sono tre). La Dama farà doni ad ognuno di loro sapendo in parte cosa serve al loro viaggio. Da questo luogo proseguiranno lungo il Grande Fiume verso Amon Hen. Fermatisi per riposare Boromir e Frodo rimarranno da soli e l’uomo accecato dalla brama dell’Anello(questo ha infatti una volontà sua in grado di piegare tutte le altre) tenterà di sottrarglielo. A questo punto Frodo deciderà di continuare il suo viaggio da solo e unicamente Sam con la sua caparbietà riuscirà a raggiungere il suo padrone e a convincerlo ad andare con lui. I due partiranno alla volta della terra di Mordor verso il Monte Fato.

La forgiatura dell’Unico Anello (Parte Prima)

Ci vollero dodici anni perché la più grande e bella favola della letteratura contemporanea venisse alla luce. Dodici anni ci vollero a J.R.R. Tolkien per “forgiare” il suo Anello attraverso trasformazioni, ampliamenti e migliorie con lunghe pause anche di un anno ora a causa di problemi di salute, ora della guerra, ora per una revisione o per l’invenzione di una lingua che giustificasse una frase appena scritta in quel medesimo linguaggio. Insomma il Signore degli Anelli è il frutto di un lungo e complesso lavoro che è stato modificato anche dalla storia e dalle emozioni dell’autore.

Tutto ha inizio dal successo del Lo Hobbit: la critica era stata molto positiva e il libro aveva venduto moltissime copie, arricchendo così la Allen&Unwin, prima casa editrice, che ovviamente incitava per un seguito nella speranza che vendesse un numero pari se non superiore di copie.Tolkien però non era uno scrittore a comando e quindi il seguito non voleva nascere. La sua “Storia delle Fate”, conosciuta oggi come il Silmarillion, fu con gentilezza ma senza revoche rifiutata mentre furono accettati altri libri leggeri e gradevoli come Mr. Bliss e The Farmer Giles of Ham(il cacciatore di draghi).

Col passare del tempo però crebbe in Tolkien l’idea che si potesse scrivere un seguito. Così nel 1937 prese vita il primo capitolo “Una festa lungo attesa”, in cui Bilbo e l’anello gli consentivano un collegamento col precedente libro; ben presto però, per rispettare la fine de Lo Hobbit(«e visse felice e contento fino alla fine dei suoi giorni, che furono estremamente lunghi») passò il testimone ad un nuovo protagonista.

All’inizio era un certo Bingo(nome di un Koala giocattolo con cui si divertivano i figli) figlio di Bilbo a ereditare l’Anello e proseguire. Ma ben presto si fece strada nella mente di Tolkien la presenza dei Cavalieri Neri a incupire e sublimare la storia. A quel punto il nome del protagonista così scherzoso perse la sua forza e divenne inefficace per lasciare il posto a Frodo, che divenne cugino di Bilbo anziché suo figlio.Ora la storia, il cui titolo provvisorio era Il ritorno dell’Ombra, poteva proseguire.


(Continua ne Le Due Torri)

Autore: Manuel

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