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IL SIGNORE DEGLI ANELLI – LE DUE TORRI (2002)
The Lord of the Rings – The Two Towers
Produzione: New Line Cinema (USA/Nuova Zelanda)
Data di Uscita: 5 dicembre 2002 (premiere USA)
Data di Uscita Italiana: 16 gennaio 2003
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boynes
Fotografia: Andrew Lesnie
Interpreti: Viggo Mortensen, Ian McKellen, Elijah Wood, Andy Serkis, Liv Tyler, Sean Astin, Cate Blanchett, John Rhys-Davies, Christopher Lee, Billy Boyd, Orlando Bloom, Hugo Weaving, Miranda Otto, David Wenham, Brad Dourif, Karl Urban
Durata: 2h. 59'
TRAMA: La Compagnia dell'Anello si è divisa. In sette sono sopravvissuti.Frodo (Wood), portatore dell'Unico Anello, assieme al fedele amico Sam (Astin) sono diretti al Monte Fato, nella Terra di Mordor dove risiede il Male più oscuro ma anche unico luogo dove il L’Unico Anello possa essere distrutto.
Durante il loro cammino s'imbattono nella creatura Smeagol, il vecchio possessore dell'anello che, sopraffatto dall'alter-ego Gollum, tenta di riprendersi il proprio "tesssoro", aspettando il momento giusto mentre fa loro da guida.Aragorn, Legolas e Gimli (Mortensen, Bloom e Rhys-Davies) sono a caccia dei temibili Uruk-hai che, catturati gli Hobbit Marry e Pipino (Monaghan e Boyd), hanno il compito di portarli a Isengard dal mago Saruman (Lee).
Ma durante il loro inseguimento incontrano Gandalf (McKellen) che, dopo il combattimento contro il Balrog avvenuto nel cuore della montagna, è tornato più forte e potente che mai. Questi, dopo aver informato i tre compagni che gli Hobbit stanno bene e che sono sotto la protezione della creatura Barbalbero, capo degli Ent (alberi senzienti), si dirigono alla volta di Rohan, minacciata da un immane esercito di orchi sguinzagliati da Saruman. Il loro compito sarà quello di difendere le mura del Fosso di Helm, dove la popolazione, sotto ordine del Re Theoden (Hill), è andata a rifugiarsi.
Nel frattempo, Merry e Pipino tenteranno di convincere gli Ent a scendere in campo contro Isengard.
CURIOSITA' DAL SET:
- Viggo Mortensen si è talmente calato nel ruolo di Aragorn che spesso a cineprese ferme continuava a girare in costume per le vie di Wellington, cosa che gli ha procurato non pochi problemi, vedendolo girare di sera con la fida Andurin al fianco, infatti, gli agenti di polizia lo hanno arrestato per vagabondaggio e porto d’armi abusivo. Chiarito l’equivoco il buon Viggo non ha però cambiato abitudini. Ha continuato a dormire con la spada e in costume per il resto delle riprese facendo un po’ più attenzione…
- Bob Anderson, il coordinatore delle scene di battaglia con le spade, è una vera e propria leggenda. Nella sua carriera ha insegnato a tirare di spada a Errol Flynn durante le riprese de Le Avventure di Robin Hood nel 1938! E per chi non lo sapesse, era lui sotto l’elmo di Darth Vader che combatteva contro Obi-Wan Kenobi (interpretato da Alec Guiness) nel primo, storico Guerre Stellari del 1977. Si è occupato inoltre delle scene di combattimento dei due successivi film, oltre quelli di Zorro interpretati da Antonio Banderas.
- Il “Sistema Anderson” è risultato talmente efficace e appassionante che l’attrice Miranda Otto ha raccontato che durante la pausa delle riprese di un altro film da lei interpretato, camminava per strada mimando le mosse con la spada insegnate dal vecchio Bob.
- La battaglia al Fosso di Helm ha richiesto ben quattro mesi di riprese, tre di queste di notte e sotto la pioggia artificiale, Jackson ha affidato il difficile incarico alla seconda unità capitanata da John Mahaffie specialista in riprese di scene di massa.
- Tra i caduti della battaglia del Fosso di Helm vi è anche un….incisivo di Viggo Mortensen. Durante uno degli assalti, infatti, un colpo di spada Uruk-Hai, ha fatto saltare il dente a Mortensen. Inutile dire che il buon Viggo prima di lasciarsi convincere ad andare da un dentista ha preteso di finire la scena incollandosi la scheggia con il mastice…
- Gli attori Huruk- Kai, tutti Neozelandesi, nell’attesa del ciak improvvisavano canti e urli di sfida verso gli attori elfi in cima al Fosso, arrivando addirittura a intonare l’Haka. A loro insaputa il regista li ha ripresi durante le loro performances. Una volta montata, la scena si è rivelata efficace e carica di tensione.- Come controfigure dei cavalieri di Rohan, coperti da pesanti elmi, sono state scelte anche delle donne artificiosamente barbute, abili amazzoni, molte delle quali sono arrivate sul set con i propri cavalli.
- La voce cavernosa di Barbalbero, nella versione originale, è di John Rhys Davies che nel film interpreta Gimli il nano. I movimenti dell’arzillo vegetale sono stati controllati da una persona per ogni gamba, due per ogni braccio e due per il corpo. Altri si sono quindi occupati dei movimenti facciali opportunamente radio controllati.
- Figure di secondo piano nel libro, i Mannari (o Warg) esseri cavalcati da Orchi, assumono qui il ruolo di protagonisti nell’attacco alla carovana diretta al Fosso di Helm. Ovviamente gli animali sono generati al computer.
- Tra le “conquiste” in campo femminile di Viggo Mortensen c’è il suo cavallo! Il bacio che l’equino dà al ramingo per svegliarlo dopo la caduta nel fiume è un’ iniziativa del quadrupede. La scena infatti non era prevista nella sceneggiatura, ma Jackson l’ha talmente gradita che l’ha voluta inserire nel film per far risaltare il legame tra l’erede di Isildur e il suo destriero.
- Se vi chiedete da dove arrivano le terribili grida degli Uruk Hai, sappiate che Jackson li ha personalmente registrati nell’intervallo di una partita di…cricket! Il regista kiwi, infatti, ha incoraggiato il pubblico ad intonare brani nella lingua nera di Mordor, poi opportunamente modificati in seguito dai boys della Weta.
- Andy Serkis era stato assunto per dare le movenze fisiche a Gollum, successivamente Jackson ha voluto che lo interpretasse anche vocalmente, dopo averlo sentito interpretare l’ormai storica battuta: “my precioussss……”
- Il terribile suono delle bestie alate cavalcate dai Nazgul deriva nientedimeno che da un….asino!
- Re Theoden di Edoras e leader dei cavalieri di Rohan è magistralmente interpretato da Bernard Hill. Il simpaticissimo attore britannico è famoso anche per essere stato il capitano del Titanic nella fortunata pellicola di James Cameron.
Grandioso seguito de "La Compagnia dell'Anello", diretto da un Peter Jackson che si diverte a destreggiarsi su più fronti narrativi, non perdendo tempo in inutili preamboli (basta l'incubo iniziale di Frodo a tappare la bocca a tutti quelli che volevano un prologo), e che ci catapulta direttamente al centro dell'azione, mostrandoci la lotta tra Gandalf e il Balrog nel cuore della Montagna.
Tre ore filate che bastano appena al regista per definire una storia vastissima, carica di avvenimenti e di personaggi che approfondiscono la loro personalità, come Aragorn e Frodo, e di nuovi protagonisti come la creatura Gollum. La storia si complica e di conseguenza anche la sceneggiatura, il rischio maggiore, data la notevole quantità di personaggi impegnati in ambiti diversi, era quello di non riuscire a creare una omogeneità nella trama, cioè che il passaggio da una storia all'altra risultasse troppo forzato.
Se questo per certi aspetti è vero, lo si nota maggiormente nella parte in cui gli Hobbit Marry e Pipino parlano con Barbalbero, e in alcuni dialoghi che, seppur riusciti, smorzano il dramma o risultano non esattamente appropriati. Un esempio lampante sono le battutine di Gimli che in questa pellicola sembra essere diventato una sorta di cabarettista. Per il resto tutta la vicenda è permeata da una continua atmosfera cupa e apocalittica, piena di città in rovina, dove Frodo inizia a soccombere al volere dell'Anello, Saruman getta morte ovunque posi il suo sguardo e l'inevitabile battaglia finale sembra sempre di più la fine di tutto.
Se da una parte il personaggio di Frodo inizia a scoprire il proprio lato oscuro, dall'altra il personaggio di Aragorn diventa sempre più virtuoso e complesso, forte ma al tempo stesso velato di una sorta di tristezza per l'amata Arwen lasciata a Gran Burrone, mentre il fato gli fa conoscere Eowyn (Miranda Otto) che sembra innamorarsi di lui. Ma la vera rivelazione del film è Gollum, personaggio modellato al computer sulle movenze dell'attore Andy Serkis, che attraverso il motion capture ha dato vita a quella che probabilmente è tra le migliori creature digitali (sotto tutti i punti di vista, non solo a livello tecnico) mai creati.
La spiegazione è semplice: gli sceneggiatori e il regista hanno trattato Gollum come fosse un attore normale, forse anche meglio, scrivendo per lui una parte complessa che richiedeva una fisicità inconsueta e che rischiava di scivolare sempre nel ridicolo involontario. Insomma, quello che altrove avremmo etichetto e bollato come grottesco (i dialoghi di Goblin in "Spider Man") qui diventa un esempio di comportamento psicotico degno di uno dei migliori film sullo sdoppiamento della personalità. E quello che altrove è solo sfoggio tecnologico (il personaggio di Jar Jar di "Star Wars Episodio I") qui diventa pura volontà di plasmare la tecnica al volere della narrazione.Ancora una volta Jackson sfrutta tutto il suo campanilismo (e a ragione) aprendo tutti i filoni narrativi con spettacolari panoramiche dinamiche dei luoghi della Terra di Mezzo, nella realtà la natia Nuova Zelanda. In negativo, forse, il troppo giocare con la cinepresa con improbabili discese verticali per promuovere le “Giganture” costruite dalla sua Weta.
Le vertiginose carrellate a lungo andare risultano troppo discontinue e noiose. Un plauso, ancora una volta alla coppia Boyens-Walsh, che hanno servito al bravissimo Andy Serkis dialoghi schizofrenici degni del miglior Dottor Jekill e Mister Hide. Lo sdoppiamento del personaggio è risultato persino migliore di quanto Tolkien stesso non era riuscito fra le pagine del libro.
Gli effetti speciali sono pressoché tutti indirizzati per dare vita a Gollum, diventato forse il più celebre personaggio digitale della storia del Cinema (non me ne vogliano i fan di Guerre Stellari, ma Yoda è stato prima un pupazzo e poi digital character).
La tecnica del motion capture, già largamente usata negli ultimi 10 anni raggiunge qui il suo apice. Merito soprattutto di colui che ha “interpretato” Gollum fisicamente e vocalmente: Andy Serkis. Assolutamente all’altezza la colonna sonora di Howard Shore, che ci sbalordisce con due chicche: il tema di Gollum\Smeagòl e il bellissimo e trascinante tema dei Cavalieri Rohirrim.
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