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J.R.R. Tolkien
UN PENSIERO DI MANUEL
Leggere “Il Signore degli Anelli” è un’emozione unica: più che un libro è un’opera sicretica che contiene una multisfaccettatura delle emozioni, dei sentimenti e della spiritualità che il genere umano presenta in se stesso.
Tolkien certamente in primo luogo desiderava scrivere per il divertimento di un pubblico adulto, o perlomeno con una mente adulta (“Non è certamente un libro da leggere prima di andare a dormire”, dice l’autore). Ma una storia, anche se non si pone fini moralistici o allegorici, non può rimanere neutra perché è impregnata dei pensieri dell’autore e Tolkien, che ci lavorava fin da ragazzo, ci ha riversato dentro, cosciente o meno di questo suo modo d’agire, tutto se stesso.
E così ogni volta che viene riletto e ragionato si scende più a fondo, scalfendo di volta in volta la superficie delle parole fino a giungere al cuore del pensiero e dei sentimenti di Tolkien. Ronald era, infatti, un uomo semplice, innamorato della natura, delle cose buone e piacevoli: ed è per tutte queste sue attitudini che ci rispecchiamo in lui e ci sentiamo quantomeno edificati dalla sua opera.
Ed è per tutti questi motivi che io ritengo sia, se non necessario, quantomeno utile, per noi stessi, leggerlo e pensarci un po’ su!