Il progetto Amazon: perchè può essere un grosso sì

Di Francesco Lionetti

Salve a tutti voi popoli liberi, oggi voglio parlarvi di un argomento molto spinoso e dibattuto negli ultimi tempi, vale a dire quello inerente alla produzione della serie tv targata Amazon, un evento che ha scosso completamente il fandom tolkieniano.

. Il suddetto progetto ha suscitato senza dubbio diversi chiacchiericci e polemiche, derivati, nella maggior parte dei casi, dalla totale segretezza adottata dal colosso americano nella gestione del suo operato, un elemento che suscita certamente mistero e diversi timori da parte dei fan di questo immenso universo. Andiamo dunque ad analizzare attentamente la panoramica della situazione, per cercare di portare lucidità di giudizio ed un po’ di sano ottimismo in più, che non guastano mai.

Cosa Sappiamo

La cosa certa è che la Serie TV sarà ambientata nella lontana Seconda Era della Terra di Mezzo, un’epoca mai esplorata dal punto di vista visivo e che offre una vasta gamma di eventi e personaggi di spessore assoluto. Questa scelta è dettata senza dubbio dal buonsenso, visto che non va ad intaccare ciò che è già stato fatto da Peter Jackson nelle due trilogie cinematografiche “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”, entrambe ambientate nella Terza Era e che nel bene e nel male hanno dato un’impostazione stilistica e visiva alla Terra di Mezzo nella cultura popolare. Amazon ha quindi la possibilità di sfruttare un vastissimo periodo storico (Si parla di 3441 anni solari), e di poter portare sul piccolo schermo degli eventi straordinari che nella terza era non avremmo mai potuto nemmeno concepire, come ad esempio la nascita, l’ascesa e la caduta di Numenòr, patria dei grandiosi uomini benedetti della stirpe di Aragorn. Va altresì citato doverosamente un altro evento chiave del mondo tolkieniano, cioè la forgiatura degli anelli del potere, avvenuta per mano del leggendario fabbro Celebrimbor e di Annatar (Sauron sotto mentite spoglie) proprio nella Seconda Era, nell’antica e rigogliosa regione dell’Eregion, un fatto che scatenò diverse epiche battaglie in quell’oscuro periodo di Arda. Amazon ha provveduto, attraverso i suoi profili social dedicati alla serie, a lanciare degli importanti indizi attraverso delle mappe della suddetta era, condite con le iconiche frasi inerenti alla creazione dei magici cimeli, segno che l’evento sarà senza dubbio centrale nel progetto. Non saranno però solo Numenòr ed il mondo elfico ed essere protagonisti della Serie, in quanto svolgeranno una parte importantissima anche le terre di Harad e Rhun, luoghi poco approfonditi nei precedenti lavori cinematografici ed ospitanti popoli quali Esterling e Haradrim, molto spesso alleati di Sauron nelle sue tiranniche guerre e rinomati per essere feroci popoli guerrieri di stampo mercenario.

Il Cast e la Produzione

Passiamo dunque al cast, un altro pilastro fondamentale di qualsiasi progetto televisivo, teatrale o cinematografico. Il roster di attori ad oggi presentato da Amazon è un interessantissimo mix di giovani rampanti in piena ascesa a veterani di spessore usciti dal teatro shakespeariano o dall’aristocrazia artistica neozalandese. La squadra attoriale presenta anche volti conosciutissimi e di fama non indifferente come Peter Mullan, Apparso in pellicole come Braveheart ed Harry Potter, Lenny Henry, conosciuto anch’egli per la saga del celebre mago di Hogwarts e per diverse commedie, oltre ad essere ritenuto un’icona artistica americana. Tra i volti noti c’è anche Simon Merrels, attore al culmine della sua maturità e con esperienze di spessore nei ruoli di Tancredi in “Knightfall” e Crassus in “Spartacus“. Bisogna altresì ricordare Joseph Mawle, altro attore di grande caratura apparso ne “Il Trono di Spade”, “Troy, la caduta di Troia” e “Ripper Street”. Degni di particolare attenzione sono i giovanissimi Robert Aramayo, già famoso per aver interpretato un giovane Eddard Stark ne “Il Trono di Spade”, Ismael Cruz Cordova, attore portoricano di grande talento e già assoldato per diversi progetti importanti, su tutti “The Undoing” di HBO, e Maxim Baldry, famoso per “Years and Years” e scritturato per “Doctor Who“. Sulla cresta dell’onda anche le già formata Morfydd Clark, di verde età ma con lo spessore artistico degno dei più grandi veterani, ampiamente mostrato nell’horror “Saint Maud“. C’è poi un’alta schiera di attori esperti, molto spesso troppo poco sotto i riflettori ma con lavori importanti alle spalle, ed un’imponente crescita che li ha portati ad essere la spina dorsale di questo progetto: Geoff Morell, Tom Budge, Owain Arthur, Nazanin Boniadi, Trystane Gravelle, Dylan Smith, Peter Tait ed Augustus Prew. I restanti attori provengono quasi tutti dal circolo teatrale australiano/neozelandese, una delle grandi analogie con i precedenti lavori orchestrati da Jackson. Senza dimenticare le sorprese Markella Kavenagh e Megan Richards, entrambe dalla fisionomia particolarissima e dall’interessante talento.

Fatta una panoramica generale sugli attori del cast, che potrete trovare nell’immagine di sopra, passiamo alla produzione, altro elemento certamente fondamentale nella buona riuscita del progetto. Partiamo dalla testa del serpente, rappresentata dagli sceneggiatori Patrick McKey e J.D Payne, conosciuti per aver scritto Star Trek: Beyond ed essere dei grandi appassionati dell’universo creato da J.R.R Tolkien. Ad affiancarli abbiamo gente di grandissimo spessore, quali: Gennifer Hutchison (Breaking Bad, Better Call Soul), Helen Shang (13 Reasons Why, Hannibal), Jason Cahill (The Sopranos, Halt and Catch Fire), Justin Doble (Stranger Things, Fringe), Bryan Cogman (Game of Thrones), Stephany Folson (Toy Story 4) e Glenise Mullins. Molta segretezza aleggia invece sui registi, in cui l’unica certezza è il talentuoso J.A Bayona, director catalano autore di progetti interessanti ed esaltati dalla critica, su tutti “The Orphanage”, oltre al più famoso “Jurassic World: Fallen Kingdom”. Notizia degli ultimi giorni è che il regista della seconda unita dei primi due episodi sia Vic Armstrong, conosciuto per “The Amazing Spiderman” e “Io Sono Leggenda”. Gli addetti ai lavori arrivano dunque da progetti filmici e televisivi di grande spessore, visivo e non, dal capolavoro “Breaking Bad” fino al colosso Marvel, e questa componente può essere potenzialmente il giusto mix fra scrittura ed impatto visivo. Salta gli occhi anche il modus operandi di Amazon, che ha da subito fortemente voluto New Line Cinema, Harper Collins e Tolkien Estate al suo fianco per la produzione di questa serie, un grande segno di continuità rispetto ai lavori di Jackson. Importanti segni di ciò sono rappresentati anche dalla presenza di John Howe , illustratore delle trilogie jacksoniane e Tom Shippey, grande studioso di Tolkien. Ci sarebbe dell’altro, ma preferisco non rivelarvelo, vi rovinerei delle sorprese…

 

Dubbi e Polemiche

Ora che abbiamo fatto una panoramica tecnica della situazione ed esplorato la superficie di ciò che potremo vedere, cerchiamo di capire su cosa si basano i pregiudizi e le critiche che avvolgono questa serie tv, cercando di rispondere ad esse con lucidità ed il giusto equilibrio

1) “Nella serie ci sono attori di colore” : cominciamo a sfatare alcuni miti di chi legge le opere di Tolkien in maniera superficiale, dicendo che non è assolutamente vero che non esiste gente di colore in Arda. Tolkien ha concepito infatti il suo mondo come se fosse l’Europa centro occidentale, e se ben ricorderete, il vecchio continente nel corso dei secoli ha presentato diverse situazioni di mescolamento etnico, dato dalle invasioni Musulmane e tutte le interazioni avvenute con l’Africa settentrionale. Ecco perchè la visione di Tolkien prevedeva anche gente di colore, in quanto nella stessa erano compresi anche i popoli africani ed arabi, rappresentati ovviamente dagli Esterling di Rhun e dagli Haradrim di Harad, descritti con pelli rispettivamente brune e giallastre.

2) “Amazon vuole imitare Game of Thrones, inserendo nudo gratuito per fare ascolti e soldi” : Critica ad oggi senza fondamento, scaturita da una notizia falsa circolata qualche settimana fa, che indicava la presenza di un “Intimacy coordinator” all’interno della produzione, una figura dedita alla messa in scena di situazioni intime, appunto. La notizia non ha trovato nessun fondamento, fermo restando che gli I.C sono richiesti in quasi tutte le produzioni, anche solo per baci e situazioni molto semplici. Va anche aggiunto che il nudo può essere espresso in diversi modi, da quello artistico a quello sacrale, fino a quello rituale. L’ombra di Game of Thrones non deve quindi offuscare le menti ed i giudizi, in quanto qui si parla di un universo molto diverso dal punto di vista morale e culturale rispetto ai sette regni di Martin, una differenza che fa tutta la differenza del mondo.

3) “Gli attori della Serie sono tutti sconosciuti” : Questa pseudocritica si è notevolmente affievolita quando sono stati presentati volti come Peter Mullan, Simon Merrels e Lenny Henry. Riguardo quest’affermazione posso dire di trovarla, personalmente, priva di senso, in quanto parliamo di attori che, curriculum alla mano, hanno una preparazione e dei titoli a dir poco eccellenti, compresi i più giovani. Inoltre la produzione sta cercando di prendere diversi attori provenienti dalla Nuova Zelanda e dintorni, esattamente come fece Jackson, in modo da avere anche un’ossatura di gente del luogo, legata alla Terra di Mezzo del nostro mondo e con un’impostazione teatrale forte. Voglio spezzare un’altra lancia a favore di questo cast, dicendo che nessuno conosceva moltissima gente presente in LOTR e ne Lo Hobbit, che poi ha reso divinamente nelle celebri pellicole, diventando vere e proprie icone, come Sean Astin, Viggo Mortensen, Elijah Wood, Richard Armitage, Lee Pace, Orlando Bloom e tanti altri…

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