Un Pezzo Grosso dirigerà gli effetti visivi di “Lotr On Prime”

Salve a tutti voi popoli liberi, e bentornati nel nostro spazio dedicato alla serie tv. Nel corso di questi mesi siamo venuti a conoscenza di tante interessanti informazioni, nonostante la blindatissima politica di Amazon. Dalla sinossi rilasciata a gennaio alla conferma di Wayne Yip alla fine di marzo, il nostro lavoro di ricerca non ha mai smesso di operare, ed attraverso delle autorevoli fonti internazionali siamo venuti a conoscenza di un’importantissima novità.
Nella giornata di ieri, 12 marzo 2021, il noto portale brasiliano “Terra-Media BR” ha confermato, tramite un post su twitter, la presenza della Weta all’interno della produzione. Sarà infatti Samuel Tack ad occuparsi degli effetti visivi della serie, una figura di grandissimo spessore che in passato ha già calcato il palcoscenico della Terra di Mezzo, e che ha lavorato direttamente con Peter Jackson in diversi progetti.

Stiamo parlando di un vero e proprio “top player” del settore, un personaggio che presenta nel suo ricchissimo curriculum lavori come Avengers: Endgame, Lo Hobbit, Avatar, Mortal Engines e War for the Planet of the Apes, giusto per citarne alcuni. Il leader degli effetti visivi di marchio “Weta Digital” è inoltre impegnato nella post-produzione di Avatar 2, potente sequel del progetto iniziato nel 2009 da James Cameron. Tack porterà la sua esperienza ed il suo talento anche nella serie tv prodotta da Amazon, e questa scelta rappresenta un’importantissima indicazione su ciò che andremo a vedere sui nostri piccoli schermi.

Gli Studios infatti dimostrano, tramite questa scelta, di voler dare continuità visiva alle opere di Jackson, un fattore di grande importanza, visto che non si andrà a snaturare l’immagine della Terra di Mezzo dal punto di vista filmico, ormai profondamente radicata in tutti i fan tolkieniani. Questo ci porta quindi ad immaginare Arda in maniera molto simile a quanto visto ne “il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit”, sia dal punto di vista effettistico che scenografico, con la Nuova Zelanda a fare da rafforzativo assoluto di questa volontà.

La presenza di Tack è quindi una conferma fondamentale, in quanto ci dimostra non solo la potenza del progetto in termini qualitativi, ma anche la volontà di proseguire visivamente il lavoro iniziato dal regista neozelandese, e di rispettare profondamente la sua impronta estetica.
Non è quindi da escludere che la produzione si sia confrontata con Jackson stesso, e che quest’ultimo abbia dato delle dritte o dei consigli sulla realizzazione del prodotto. Non resta quindi che attendere l’inizio della serie, con un pizzico di ottimismo in più.

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