Chi ha un minimo di onestà intellettuale ed è un grande fan di Tolkien, non potrà di certo negare di trovarsi ad oggi in uno dei più irti e difficoltosi crocevia della propria vita da estimatore dei romanzi del sommo autore britannico.

L’annuncio da parte degli Amazon Studios di aver raggiunto l’accordo con Tolkien Estate e Warner Bros Television per realizzare una serie su Il Signore degli Anelli, ammettiamolo, ha lasciato a tutti noi un misto di eccitazione e paura.

Eccitazione, perché sapere che il mondo di Tolkien, visivamente parlando continuerà ad alimentare la nostra fantasia, che credevamo terminata nel 2013 con la trilogia de Lo Hobbit e che ci regalerà ore e ore in compagnia della maggior parte dei nostri amati personaggi della Terra di Mezzo non può che farci esultare e non poco.

Paura, perché dopo un esalogia curata a piene mani dal team vincente Jackson&Co. e Weta che ha estratto dai romanzi l’universo tolkieniano rendendolo visivamente tangibile, non è detto che tornerà ad occuparsi anche di questa monumentale opera televisiva, anzi.

Purtroppo (parere di chi scrive), quando si tratta del mondo hollywoodiano la parola “continuità visiva” non sempre viene applicata a progetti che hanno come denominatore comune una saga.

Non vogliamo frenare gli entusiasmi di milioni e milioni di fan ma, credo, tutti noi dovremmo prepararci ad accettare che la versione che vedremo nel 2020 sarà molto diversa da quella che abbiamo imparato ad amare e che autori, ambientazioni e personaggi saranno completamente stravolti da quelli che ormai hanno catturato la nostra immaginazione a partire dalle prime foto, datate 1999 dal set neozelandese de Il Signore degli Anelli.

Non parliamo di un reboot sia chiaro, ma quando uno studio ha la possibilità di rifare un progetto già fatto da altri cerca sempre (e non è detto che lo farà meglio) di non riproporre lo stesso canovaccio, anzi, si tende a ribaltare il lavoro realizzato dai predecessori.

Matt Galsor, rappresentante della Tolkien Estate and Trust e della HarperCollins  è stato, in questo senso, subito molto chiaro:

“Siamo entusiasti che Amazon, che ha sempre investito nella letteratura, sia la casa della prima serie tv in più stagioni tratta dal Signore degli Anelli. Sharon e il team di Amazon Studios hanno idee eccezionali per portare sullo schermo storie precedentemente mai esplorate basate sugli scritti originali di J.R.R. Tolkien”.

Non è chiaro cosa gli Amazon Studios cercheranno di raccontare nella serie, non è detto neanche che riprenderà le stesse vicende, già narrate da Jackson nella sua trilogia. Ci sono concrete possibilità che possa trattarsi di un prequel o di storie parallele che riguarderanno personaggi secondari del sottobosco dell’universo tolkieniano, magari in perfetto stile Star Wars con i suoi spin-off. Quel che pare però certo che non avrà nessun collegamento visivo né narrativo con quello che già abbiamo visto.

Dimentichiamoci, questo è il dato più certo, di vedere nuovamente gli scenari imperiosi della Nuova Zelanda (anche se la serie di Shannara è stata girata in terra “kiwi”). Di questi tempi, la maggior parte delle serie “storiche” o vicine al fantasy condividono location come l’Irlanda, la Croazia, la Repubblica Ceca o addirittura Canada (Trono di Spade, Outlander, Vikings). Con molte probabilità non ci sarà nessuna continuità del sapiente lavoro artistico di John Howe e Alan Lee (il primo oltretutto ha espresso scetticismo nei confronti del progetto).

Quindi, cosa vedremo? Difficile da dire. Ovviamente la speranza di chi scrive è quella di rivedere gli stessi uomini del team Jackson e la serie realizzata negli spettacolari scenari della Nuova Zelanda, e per non farsi mancare nulla magari rivedere Ian McKellen nei panni di Gandalf o di Elijha Wood in quelli di Frodo.

Lord of the Rings BakshiRealisticamente parlando dovremmo facilmente ripartire da zero, un po’ come quelli che nel 2001 aspettavano con trepidazione il primo trailer de La Compagnia dell’Anello e che avevano, fino ad allora, negli occhi solo le ambientazioni del film di Ralph Bakshi piuttosto che le illustrazioni dei nostri cari romanzi, prima cioè che ogni produzione televisiva o cinematografica, catturasse la nostra immaginazione.

 

Per saperne di più non perdetevi la prossima puntata di Radio Brea, in onda Giovedì dalle 20:30 su www.spreaker.com/sentieritolkieniani