Due giorni fa è stato l’ultimo giorno di “Una festa a lungo attesa”, la tre giorni di festa indetta dal nostro amico Nicolas Gentile nella Contea di Bucchianico, che per questa occasione commemorava il professor Tolkien ancor più delle altre volte, dato che questo 2 settembre cadevano i 50 anni della sua scomparsa.

Così, oltre ai festeggiamenti, al cibo, alla musica e alle amicizie strette tra visitatori, ospiti e staff, ci sono stati alcuni importanti momenti culturali, che Nicolas ha voluto fortemente nelle ultime edizioni, per dimostrare a chi ha liquidato la Contea come un “casino e uno spettacolo” che in realtà non è mai stato così.

Avendo avuto l’onore di essere invitato per la seconda volta da Nicolas, posso raccontarvi che anche quest’aspetto è andato benissimo, perchè, oltre alle conferenze e alle letture pubbliche e interessanti presentazioni di libri fantasy, il picco della parte culturale è stato certamente l’inaugurazione del busto al Professore, nell’area degli Elfi, in uno spiazzo aperto che a lui sarebbe piaciuto. Lì, mentre delle bravissime musiciste si esibivano recitando la poesia di Galadriel “Addio a Lòrien”, abbiamo ricordato Tolkien con alcune parole, riportando soprattutto le sue, non in una celebrazione rigida ma in un commosso ricordo dell’importanza che le sue storie e il suo modo di raccontare hanno avuto per tanti che, come ha ricordato Nicolas, “sono stati soli e si sono ritrovati grazie a lui”. Il nostro amico Ivano Sassanelli, brillante studioso tolkieniano, ha ricordato come il lascito della Terra di Mezzo sia stato portato avanti da tutti noi, seguendo il desiderio di Tolkien stesso, espresso in una lettera: “completare i cicli con altre menti ed altre mani”.

Il mio contributo alla commemorazione ha voluto essere un omaggio a quella parte della vita di Tolkien che si ricorda di meno: la sua gioventù, l’amore per Edith e l’amicizia con i tre Inseparabili del TCBS, Geoffrey Smith, Rob Gilson e Cristopher Wiseman: i primi due caddero nella Grande Guerra e Tolkien scrisse per tutti loro quattro, come Smith gli chiedeva di fare in una lettera, che ho voluto ricordare e rileggere.

Tutti i visitatori hanno assistito alla cerimonia, nessuno escluso: centinaia di persone da tutte le parti d’Italia che in quel momento stavano assieme nel ricordo di un uomo la cui arte ha cambiato il mondo della fantasia.

Un momento davvero emozionante, e un onore per noi di Sentieri aver contribuito!

 

Pierluigi Cuccitto