Mentre il mondo tolkieniano conta i giorni dei nove mesi -scarsi- che separano dalla messa in onda della serie Amazon, gli appassionati italiani si sono svegliati venerdì con una notizia che attendevano da decenni, con scarsa speranza:

Bompiani ha annunciato tramite la propria pagina Facebook e sul canale Instagram la pubblicazione della traduzione italiana della History of Middle-Earth!

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L’annuncio

In poche righe, ma cariche di notizie, informa i suoi lettori che l’opera sarà interamente tradotta e pubblicata entro il 2026 e che già questa primavera saranno dati alle stampe i primi due volumi (The Book of Lost Tales, Part I – Part II), gli unici finora editi in italiano sotto i titoli rispettivamente di Racconti Ritrovati e Racconti Perduti, con una revisione della traduzione a cura dell’AIST che sarà anche consulente tolkieniano per gli altri volumi. Al Lucca Comics è stato annunciato in conferenza uno dei componenti del team di traduttori, Luca Manini, che ha curato le traduzioni del Beowulf, della Storia di Kullervo, Beren and Lúthien e della Caduta di Gondolin.

La History Of Middle-Earth, o HoME, si compone di dodici volumi (più un tredicesimo, indice dell’opera) che raccolgono gran parte degli scritti di Tolkien sulla storia di Arda e dei suoi popoli, comprensivi di bozze, varie versioni e stesure delle opere pubblicate (Signore degli Anelli, Hobbit e Silmarillion, postumo) nonché molti altri che non hanno trovato posto in tali libri, malgrado le storie e le informazioni contenute siano molto approfondite e più che degne d’essere conosciute da ogni appassionato e studioso della Terra di Mezzo.

I primi possono infatti trovare racconti su personaggi e fatti marginali, oltre a versioni precedenti delle opere pubblicate che talvolta se ne discostano decisamente, portando i lettori in un mondo ben conosciuto eppure in gran parte nuovo; gli studiosi sono invece più attratti dai numerosi saggi ed approfondimenti quali ad esempio quello sulle lingue o sugli ‘usi e costumi degli elfi‘, che permettono una maggior comprensione dei popoli di Arda, dalle caratteristiche alle usanze, passando ovviamente dalle lingue, prima e vera passione di Tolkien.

Per usare una frase citata dallo stesso Tolkien nella critica alle fiabe, la HoME potrebbe essere definita come ‘le ossa del manzo da cui si è fatto il brodo‘ di Arda, sebbene lui criticasse l’intento di volerle conoscere.

Il primo tentativo di traduzione della HoME

Il primo progetto di traduzione italiana dell’opera avvenne nel 1986-87 ad opera della Rusconi, allora detentrice dei diritti italiani, con la pubblicazione dei primi due volumi, a pochi anni dalle rispettive edizioni inglesi. Contengono le prime versioni del Silmarillion – o perlomeno di una buona parte di esso – ed è possibile notare come mentre alcuni brani siano rimasti pressoché inalterati fino alla sua pubblicazione, altri sono stati modificati con tagli e/o aggiunte, in particolar modo nei ruoli e nelle decisioni di alcuni importanti personaggi.

Tuttavia, giunti al terzo volume, The Lays of Beleriand, ci fu un arresto a causa di Christopher Tolkien, curatore dell’opera originale, che fu indignato dalla bozza proposta della traduzione. Da allora, malgrado l’acquisizione della Rusconi da parte di Bompiani e il più recente passaggio di questa al gruppo Giunti, pochi tentativi sono stati fatti per riprendere il progetto, sempre bocciati dalla Tolkien Estate detentrice dei diritti, sebbene decine di petizioni siano state inoltrate negli anni alle case editrici e Bompiani abbia sempre chiarito che vi fossero buoni rapporti tra le due società.

Nemmeno l’enorme successo della trilogia cinematografica riuscì a smuovere la situazione, malgrado Bompiani pubblicò o ripubblicò in quegli anni tutti gli scritti del professore di cui deteneva i diritti, comprese le opere cosiddette ‘minori’ ovverosia i brevi racconti estranei al mondo di Arda (Il Cacciatore di Draghi, Il Fabbro di Wootton Major, Le lettere di Babbo Natale, Mr. Bliss, ecc) e i saggi e altre opere (Il Medioevo e il Fantastico, Albero -in Albero e foglia-, La leggenda di Sigurd e Gudrun, ecc).

Nel 2011 e nuovamente nel 2013 un primo barlume di speranza venne dalla stessa Bompiani che annunciò di essere in procinto di una revisione dei Racconti e di essere in trattativa per poter proseguire con le traduzioni dei volumi successivi; tuttavia nessun’altra notizia fece seguito a questa dichiarazione.

Fino a ieri.

E date le tempistiche preannunciate – pochi mesi per poter avere sugli scaffali i primi volumi e una data finale pianificata entro il 2026 – è plausibile presumere che si tratti di un progetto iniziato ormai da tempo, forse già da quel 2013, protratto probabilmente per alcuni accadimenti, dalle dimissioni di Christopher dalla Tolkien Estate e dalla sua scomparsa poco tempo dopo e infine dalla pandemia che ha colpito ogni settore produttivo, rallentando o bloccandone gli eventi connessi.

In occasione delle prossime pulizie di primavera gli appassionati tolkieniani italiani dovranno liberare dello spazio nelle librerie per poter ospitare ‘una traduzione a lungo attesa‘.