All’inizio di settembre, il profumo del mare si fa sempre più rarefatto, anche se ci si trova a soli 20 metri dalla spiaggia. Le temperature diventano via via più fresche, eppure il weekend del 6 e 7 settembre è stato un fine settimana di vero fuoco: navi pirata che assalivano San Bartolomeo al Mare, la città trasformata in un centro focale per i giochi di ruolo, e il palco costantemente animato dall’energia di Luke che presentava, parlava, faceva lo showman.
Il West Coast Festival era al suo primo appuntamento, ma ha già tracciato la sua rotta (navale, naturalmente): essere un evento a tema pirati. L’obiettivo è stato pienamente raggiunto e il mondo piratesco è diventato lo sfondo di tutto. I vari master che si sono alternati ai tavoli hanno coinvolto i giocatori in combattimenti navali, avventure sulla terraferma e assalti di pirati da ogni parte, mentre in lontananza il fragore dei cannoni portava timore tra la popolazione. Sul palco, invece, si susseguivano talk che raccontavano cosa stava accadendo (anche in diretta streaming sul canale @5DragonsCollective) e presentazioni del programma della giornata, che mantenevano alto il ritmo.
Io, Luke, ho partecipato sia con una conferenza (e non poteva mancare un tocco piratesco in chiave tolkieniana!) sia come presentatore tra i tanti che animavano l’evento. Salire sul palco la prima volta è stata un’emozione fortissima: vedere il mare davanti a me mi ha aiutato a rilassarmi e a ricordare che “the show must go on”. Sono state bellissime chiacchierate che hanno trasmesso al pubblico un messaggio chiaro: San Bartolomeo al Mare può diventare un punto di riferimento per il GdR, e questo non è un passatempo per pochi. Ai tavoli c’erano bambini di 6-7 anni, ragazzi, adulti e persino nonni sessantenni, tutti impegnati a divertirsi insieme sotto un sole quasi rovente, immergendosi in un mondo per molti ancora sconosciuto: interpretare e immaginare di essere qualcun altro, semplicemente per divertirsi. E i più piccoli, in particolare, erano estremamente divertiti, pieni di entusiasmo contagioso.
Per quanto riguarda la mia conferenza, come associazione Sentieri Tolkieniani cerchiamo sempre di portare un po’ di Tolkien con noi. E quale migliore occasione se non un festival piratesco? Ho scelto di inserire il tema dei Pirati di Umbar, esempio concreto di come anche nel legendarium tolkieniano il mare e i corsari abbiano avuto un ruolo importante.
I talk hanno spaziato molto: i master hanno presentato i loro sistemi di gioco e ambientazioni; VEGabonde ha raccontato la filosofia alla base del suo street food vegano. Una parte che mi ha colpito particolarmente è stata la storia dietro ai nomi dei panini, dedicati a figure che, nel loro piccolo, hanno cercato di rivoluzionare il mondo. Parlare con le ragazze del food è stato uno dei momenti che ricordo con più piacere. Poi ci sono state le testimonianze di appassionati che hanno condiviso le loro esperienze di gioco, oltre agli interventi delle associazioni e delle autorità locali (Pro Loco e Comune), che hanno spiegato come sia nato e stato approvato il progetto. Nonostante io non ricordi tutti i nomi delle associazioni coinvolte, l’entusiasmo che hanno dimostrato è stato davvero notevole. Tutti, sia davanti alle telecamere che dal vivo, mostravano uno sguardo divertito e sereno, segno che il “West Coast Festival” aveva lasciato un’impronta positiva.
Un momento davvero emozionante è stata l’intervista a Tania di Radio Freccia. Se penso a quell’incontro, mi viene in mente una sola parola: energia. È stato il filo conduttore del nostro dialogo, l’energia che lei ha ricevuto dal pubblico e quella che, forse inconsapevolmente, ha restituito. L’atmosfera era calda, libera e sincera, e per me rimane uno dei ricordi più belli dell’intero festival.
La sera ha regalato due momenti intensissimi: prima Gianluca Valli, che ha condotto una sessione di gioco di ruolo sul palco rompendo la “quarta parete” e coinvolgendo direttamente il pubblico. È stato bravissimo nel capire quando guardare la platea e quando lasciare spazio ai giocatori, e da lui ho imparato quanto sia importante questo equilibrio. Poi è arrivato il turno di Tania, che ha acceso la piazza con un dj set rock travolgente, facendo cantare a squarciagola buona parte dei presenti.
Il West Coast Festival, già alla sua prima edizione, ha dimostrato di essere intenso, partecipato e con un futuro promettente. E se penso alla prossima edizione, mi piacerebbe che ci fosse spazio per raccontare anche la storia di San Bartolomeo al Mare: conoscere cosa ha vissuto la città, per aggiungere un ulteriore strato narrativo all’esperienza che unisce cultura, gioco e comunità.
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