Il 9 ottobre, per Harper and Collins, uscirà un nuovo intrigante inedito di J.R.R Tolkien: The Bovadium Fragments, un testo che potremmo definire, ispirandoci ad una nostra rubrica su Radio Brea, “Oltre Arda”.
Non è infatti un lavoro sulla Terra di Mezzo, ma parla del nostro mondo Primario, ed è una satira sull’industrializzazione. Non abbiamo una data precisa sulla sua composizione, ma è stato probabilmente scritto tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni 60, ed è nello stile di Mr.Bliss. Come quel testo, infatti, uno dei suoi bersagli sono le automobili.
Questo testo viene rapidamente citato da Humphrey Carpenter nella biografia di Tolkien: ‘I frammenti di Bovadium’ (forse composti all’inizio degli anni ’60) è una parabola sulla distruzione di Oxford (Bovadium) da parte dei motori fabbricati dal Demone di Vaccipratum (un riferimento a Lord Nuffield e alla sua fabbrica di motori a Cowley) che bloccano le strade, asfissia gli abitanti e infine esplodono ” .
Insomma, una satira sull’industrializzazione, come detto, e si svolge a Oxford, con termini dissacranti e parodici che caratterizzano la vicenda. Il testo però non venne mai pubblicato durante la vita di Tolkien, e lo scrittore e allievo di Tolkien e Lewis Clyde Kilby ne spiegò le ragioni: “Era pieno dell’inventiva che ci si aspettava da Tolkien. […] Ho ritenuto che contenesse due elementi che lo avrebbero reso non pubblicabile. Uno era l’uso più che abbondante del latino, e l’altro la probabilità che l’occhio del lettore si concentrasse sul suo lato giocoso piuttosto che sulle sue implicazioni serie. In realtà, fu un primo commento sulla commercializzazione del nostro mondo “.
Christopher Tolkien, per molti anni, venne assorbito dalla pubblicazione della History of Middle Earth, e il testo rimase così per molti anni nel cassetto, ma ne curò comunque una possibile edizione e questa pubblicazione è frutto del suo lavoro, arricchito da illustrazioni dello stesso Professore e da un saggio di Richard Ovenden, Le origini del Bovadium. La copertina è di Emily Langford, basata sull’immagine “King’s Norton from Bilberry Hill” di JRR Tolkien.
Dovremo aspettare di leggerlo per poterne dire di più, ma ecco un commento anticipatorio di Shaun Gunner, CEO della Tolkien Society: “Tolkien era uno scrittore di talento, con capacità che andavano ben oltre la letteratura fantasy. Sappiamo da Il Signore degli Anelli che Tolkien nutriva chiaramente un sano scetticismo per l’industrializzazione e un profondo apprezzamento e affetto per l’ambiente in generale e per gli alberi in particolare. Questa splendida perla rivela la capacità di Tolkien di fare satira, così come il suo commento sull’industrializzazione e le preoccupazioni ambientali. Per certi versi segue lo stesso tema – alcuni dei quali sono visibili in Mr. Bliss – ma per altri aspetti è davvero molto diverso”.
Non vediamo l’ora di scoprirlo!
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